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Cloud Privato o Cloud Pubblico? Perché Conviene Farsi un NAS in Casa

Tabella dei Contenuti

Ogni mese paghi un abbonamento cloud e non ti sei mai chiesto se ne valga davvero la pena? Non sei il solo. Tra Dropbox, Google Drive e iCloud, milioni di utenti e aziende versano una piccola rata mensile per anni, senza mai possedere davvero lo spazio che stanno pagando. In questo articolo ti spieghiamo la differenza tra cloud pubblico e cloud privato, quanto costa realmente ognuna delle due soluzioni nel tempo, e perché farsi un NAS in casa o in ufficio può essere la scelta più conveniente, sicura e duratura. Abbiamo dedicato anche un video a questo argomento: guardalo qui sotto per un approfondimento pratico.

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Cloud pubblico e cloud privato: di cosa stiamo parlando

Prima di capire quale soluzione convenga davvero, è importante chiarire i termini. Quando parliamo di “cloud” nel linguaggio comune, in realtà ci riferiamo a due modelli completamente diversi tra loro, sia dal punto di vista tecnico che economico.

Cos’è il cloud pubblico (Dropbox, Google Drive, iCloud…)

Il cloud pubblico è lo spazio di archiviazione che affitti da un grande provider come Google, Apple, Microsoft o Dropbox. I tuoi file vengono salvati su server di proprietà dell’azienda, ospitati in data center sparsi per il mondo, che tu condividi (in modo isolato e protetto) con milioni di altri utenti. Paghi un canone mensile o annuale in base allo spazio che ti serve, e finché continui a pagare, i tuoi dati restano accessibili.

Cos’è il cloud privato (il NAS in casa o in ufficio)

Il cloud privato, invece, è uno spazio di archiviazione che possiedi fisicamente. Il protagonista di questa soluzione è il NAS (Network Attached Storage): un piccolo dispositivo con uno o più dischi rigidi al suo interno, collegato alla tua rete locale, che puoi configurare per accedere ai tuoi file da qualsiasi dispositivo, sia da casa che da remoto tramite internet, proprio come faresti con Dropbox o Google Drive. La differenza sostanziale è che qui il “server” sei tu: acquisti l’hardware una volta e lo usi per anni, senza canoni ricorrenti legati allo spazio.

Quanto costa davvero il cloud pubblico nel lungo periodo

Il vero tema, quando si parla di cloud pubblico, non è il costo mensile in sé, ma quello che paghi negli anni per uno spazio che non possiederai mai.

I prezzi degli abbonamenti più diffusi

Guardando ai piani più diffusi per 2 TB di spazio, i prezzi restano piuttosto allineati tra loro: iCloud+ si attesta intorno ai 9,99 euro al mese, Dropbox Plus si aggira sugli 11-12 euro al mese, mentre Google ha recentemente riorganizzato la propria offerta sotto il nome “Google AI Pro”, con un prezzo promozionale al primo anno che poi tende a raddoppiare nei rinnovi successivi. In tutti i casi, si parla di cifre comprese tra i 100 e i 220 euro l’anno per soli 2 TB di spazio.

L’abbonamento è per sempre: il costo nascosto nel tempo

Facciamo un semplice calcolo. Se paghi in media 120 euro all’anno per 2 TB di spazio cloud, in 5 anni avrai speso circa 600 euro, e in 10 anni supererai i 1.200 euro, senza mai possedere nulla di fisico. Se smetti di pagare, perdi l’accesso ai tuoi file. Un NAS con capacità equivalente, acquistato anche ricondizionato, ha un costo iniziale che nella maggior parte dei casi si ripaga entro i primi due o tre anni, per poi continuare a funzionare gratuitamente (a parte i consumi elettrici, davvero minimi) per tutto il resto della sua vita utile.

I vantaggi di un NAS in casa (cloud privato)

Nessun abbonamento mensile

Come abbiamo visto, il vantaggio economico più immediato è l’assenza di un canone ricorrente. Acquisti l’hardware una volta sola e lo ammortizzi nel tempo, senza sorprese in bolletta e senza rincari improvvisi decisi da un provider che, da un giorno all’altro, può cambiare le condizioni del proprio piano.

Controllo totale dei tuoi dati e privacy

Con il cloud pubblico, i tuoi documenti, foto e file aziendali risiedono su server di terze parti, spesso localizzati fuori dall’Unione Europea, soggetti a normative sulla privacy diverse da quelle italiane. Con un NAS, i dati restano fisicamente a casa tua o in ufficio: sei tu a decidere chi vi accede, come vengono protetti e dove vengono conservati, un aspetto che diventa particolarmente rilevante per le aziende che devono garantire la conformità al GDPR.

Velocità di accesso in rete locale

Quando lavori da casa o in ufficio sulla stessa rete del NAS, la velocità di trasferimento dei file è enormemente superiore rispetto a qualsiasi servizio cloud pubblico, che dipende sempre dalla velocità della tua connessione internet in upload e download. Per chi lavora con file pesanti, come video, progetti grafici o archivi fotografici, questa differenza si sente eccome.

Spazio di archiviazione scalabile

Un NAS con più baie ti permette di aggiungere dischi rigidi man mano che le tue esigenze crescono, senza dover cambiare piano tariffario o passare a un abbonamento superiore. Basta inserire un nuovo disco quando lo spazio inizia a scarseggiare, anziché pagare mese dopo mese per qualche gigabyte in più.

Sicurezza dei dati: NAS vs cloud pubblico

Dove sono fisicamente i tuoi dati con il cloud pubblico

Con i grandi provider cloud, i tuoi file vengono replicati su più data center per garantirne la disponibilità, ma questo significa anche che perdi visibilità su dove si trovano fisicamente. In caso di violazione dei server del provider (evento raro, ma non impossibile), i tuoi dati potrebbero essere coinvolti insieme a quelli di milioni di altri utenti.

RAID e backup: come il NAS protegge i tuoi file

Un NAS ben configurato utilizza una tecnologia chiamata RAID, che distribuisce i dati su più dischi contemporaneamente: se un disco si guasta, i tuoi file restano al sicuro sugli altri, senza perdite. Abbiamo approfondito questo argomento nella nostra guida completa alla scelta di un NAS, dove trovi tutti i dettagli su baie, configurazioni RAID e sicurezza dei dati. È comunque importante ricordare che il NAS non sostituisce un vero backup: resta comunque consigliabile avere una copia dei dati più importanti anche altrove (ad esempio su un servizio cloud economico o su un secondo NAS in un’altra sede), proprio per proteggersi da furti, incendi o allagamenti.

GDPR e conformità: perché conta anche per i privati e le aziende

Per le aziende italiane, sapere esattamente dove risiedono i dati dei propri clienti e dipendenti non è solo una questione di sicurezza, ma anche di conformità normativa. Un NAS aziendale, mantenuto fisicamente in sede, semplifica enormemente la gestione della privacy e della sicurezza informatica, riducendo la dipendenza da server esteri e dalle rispettive policy sulla gestione dei dati.

Quando conviene davvero un NAS (e quando no)

Per chi ha un NAS in casa: famiglie e liberi professionisti

Se in famiglia avete accumulato migliaia di foto e video negli anni, se lavorate come fotografi, videomaker o freelance con archivi pesanti, o semplicemente se siete stanchi di pagare abbonamenti su abbonamenti, un NAS domestico è quasi sempre la scelta più sensata. Ti permette di centralizzare tutti i file di famiglia in un unico posto sicuro, accessibile da ogni dispositivo, con la possibilità di condividere l’accesso solo con chi vuoi tu.

Per le PMI: il NAS come base dell’infrastruttura aziendale

Per una piccola o media impresa, il NAS diventa spesso il cuore dell’infrastruttura IT: un unico punto centrale dove salvare documenti condivisi, gestionali, backup dei server e archivi aziendali, accessibile da tutti i dipendenti in rete locale o da remoto. Se vuoi approfondire come dimensionare correttamente rete e server per la tua azienda senza sprecare budget, ti consigliamo anche il nostro video e articolo dedicato alle reti locali per PMI.

Quando invece il cloud pubblico resta la scelta giusta

Va detto con onestà: il cloud pubblico non è “sbagliato” in assoluto. Se hai esigenze di spazio minime, se collabori spesso con persone esterne su documenti condivisi, o se semplicemente non vuoi occuparti della manutenzione di un dispositivo fisico, un servizio come Google Drive o Dropbox resta comodo e immediato. La soluzione ideale, come vedremo tra poco, è spesso una combinazione delle due strade.

Come scegliere il NAS giusto per te

Numero di baie e configurazione RAID

Il numero di baie (gli alloggiamenti per i dischi rigidi) determina sia lo spazio massimo disponibile sia il livello di protezione dei dati. Un NAS a 2 baie è perfetto per un uso domestico base, mentre un NAS a 4 o più baie offre maggiore capacità e configurazioni RAID più robuste, ideali per uso professionale. Per capire quale disco rigido scegliere per il tuo NAS, dai un’occhiata alla nostra guida ai migliori hard disk per NAS, dove spieghiamo anche la differenza fondamentale tra dischi CMR e SMR.

Hardware ricondizionato: risparmiare senza rinunciare alle prestazioni

Non è necessario acquistare un NAS o un server nuovo di zecca per ottenere un’infrastruttura affidabile. Molti dispositivi NAS e server aziendali ricondizionati, testati e certificati, offrono le stesse prestazioni di un prodotto nuovo a una frazione del prezzo. Se vuoi capire meglio vantaggi e possibili criticità di questa scelta, abbiamo scritto una guida completa sull’hardware ricondizionato, pro e contro, con una checklist pratica per acquistare in sicurezza.

NAS + backup cloud: la soluzione ibrida migliore

La strategia più equilibrata, sia per privati che per aziende, spesso non è “NAS oppure cloud”, ma “NAS più un piccolo backup cloud”. Puoi tenere tutti i tuoi file principali sul NAS, sfruttando velocità, controllo e assenza di canoni, e configurare al tempo stesso una copia automatica dei dati più importanti su un servizio cloud economico o su un secondo dispositivo in un’altra sede. In questo modo hai il meglio di entrambi i mondi: la libertà e il risparmio del cloud privato, e la sicurezza di una copia offsite in caso di furto, incendio o guasto grave. È lo stesso principio che seguiamo per i clienti business che si affidano a Karmatech per l’infrastruttura di rete: un backup locale veloce, affiancato da una copia esterna per la massima tranquillità.

Conclusione: il NAS è un investimento, non una spesa ricorrente

Alla fine, la scelta tra cloud pubblico e cloud privato si riduce a una domanda semplice: preferisci noleggiare spazio all’infinito, o vuoi possedere la tua infrastruttura una volta per tutte? Per chi ha esigenze di archiviazione significative, lavora con file pesanti, gestisce dati sensibili o semplicemente vuole smettere di pagare abbonamenti mensili, il NAS rappresenta quasi sempre la scelta più conveniente nel medio-lungo periodo, oltre che quella con maggior controllo su privacy e sicurezza.

Perché Scegliere Karmatech per il Tuo NAS

Da Karmatech trovi NAS, server e hardware di rete ricondizionati, testati e certificati, per costruire la tua infrastruttura di cloud privato senza spendere una fortuna. Ecco perché conviene affidarsi a noi:

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Fonti

Spliiit, “Dropbox vs Google One vs iCloud: confronto 2026” (spliiit.com)
Spliiit, “Google One (AI Pro): abbonamento allo spazio di archiviazione e prezzi 2026” (spliiit.com)
Punto Informatico, “I migliori servizi di cloud storage disponibili nel 2026” (punto-informatico.it)