Da quando Apple ha detto addio ai processori Intel per passare ai suoi chip della serie M, il dibattito non si è mai fermato. Da una parte c’è chi considera i Mac Intel ormai da rottamare, dall’altra chi continua a usarli (e a sceglierli) senza alcun problema. Ma quindi, nel confronto Apple Silicon vs Intel, chi vince davvero?
Se stai valutando l’acquisto di un nuovo computer per lavoro, per lo studio o per la tua azienda, sei nel posto giusto. In questa guida mettiamo a confronto i chip Apple M5 e i processori Intel Core Ultra 9 in quattro scenari d’uso reali: gaming, CAD e rendering, intelligenza artificiale in locale e uso Office. Ti spiegheremo cosa dicono i benchmark, ma soprattutto cosa succede quando dalla teoria si passa alla pratica. Prima di iniziare, ti consigliamo di guardare il video che abbiamo realizzato sul nostro canale YouTube, in cui Gio di Karmatech analizza l’argomento senza filtri e con dati alla mano.
Oppure guardalo su YouTube
Apple Silicon vs Intel: cosa è cambiato dal 2020 a oggi
Per capire davvero il confronto tra Apple Silicon e Intel, bisogna fare un piccolo passo indietro. Nel 2020 Apple ha annunciato la transizione dai processori Intel ai propri chip, e a novembre dello stesso anno sono arrivati i primi Mac con chip M1: MacBook Air, MacBook Pro 13″ e Mac mini. Il passaggio si è completato nel giugno 2023, con il lancio del Mac Pro basato su Apple Silicon, che ha mandato definitivamente in pensione l’ultimo Mac Intel in listino.
Perché Apple ha abbandonato Intel
Il motivo, in estrema sintesi, è semplice: Apple voleva costruire computer sempre più sottili, silenziosi ed efficienti, e i processori Intel di quegli anni non la aiutavano. Le CPU x86 scaldavano molto, consumavano parecchio e costringevano i progettisti a sistemi di raffreddamento sempre più complessi. In più, senza una vera concorrenza, Intel procedeva con aggiornamenti incrementali, senza salti generazionali significativi.
Il tema delle temperature non è un dettaglio: incide direttamente sulle prestazioni e sulla durata dei componenti. Se vuoi approfondirlo, ti consigliamo di leggere la nostra guida su raffreddamento di PC e Mac e perché è fondamentale per le prestazioni.
ARM vs x86: la differenza spiegata semplice
La vera rivoluzione di Apple non è stata inventare qualcosa di nuovo, ma puntare su un’architettura diversa da quella di Intel: ARM al posto di x86. È la stessa famiglia di architetture che da anni alimenta iPhone e iPad, portata su scala desktop e notebook.
Istruzioni più semplici, eseguite più velocemente
Per semplificare al massimo: un processore x86 come quelli Intel lavora con istruzioni complesse, ognuna in grado di fare tante operazioni ma che richiede più tempo per essere completata. Un processore ARM, invece, utilizza istruzioni più semplici e ne esegue un numero maggiore per ogni ciclo di clock. Il risultato è un approccio che, rispetto ai carichi di lavoro moderni, si è rivelato vincente.
Efficienza energetica e temperature
Dove Apple Silicon stravince davvero è nell’efficienza energetica. A parità di consumo, i chip M offrono prestazioni nettamente superiori, scaldano molto meno e garantiscono un’autonomia della batteria che sui notebook Intel di qualche anno fa era impensabile. Apple, ad esempio, dichiara fino a 24 ore di autonomia per i nuovi MacBook Pro con chip M5 Pro e M5 Max.
Benchmark alla mano: Apple M5 vs Intel Core Ultra 9
Partiamo dai numeri puri, quelli dei benchmark sintetici come Geekbench, che misurano le prestazioni “nude e crude” del processore. Per il confronto prendiamo come riferimento l’Intel Core Ultra 9 285K, il top di gamma desktop della serie Core Ultra 2, con 24 core (8 Performance e 16 Efficient), e i chip Apple della generazione M5.
Prestazioni single core
In single core, cioè quando il processore lavora con un solo core, il chip M5 base si mette praticamente alla pari con il Core Ultra 9 285K: secondo i primi risultati pubblicati da Tom’s Hardware, la differenza è nell’ordine dell’1%. Il dato impressionante, però, non è il punteggio in sé, ma il contesto: da una parte c’è un chip pensato per un notebook sottile, dall’altra una CPU desktop con una potenza massima in turbo di 250 W.
Prestazioni multi core
In multi core la situazione cambia in base alla variante del chip Apple. Il Core Ultra 9 285K, grazie ai suoi 24 core, resta davanti all’M5 base, anche se scalda e consuma molto di più. Quando però entrano in gioco le versioni di punta, la partita si chiude: secondo i dati Geekbench 6 riportati da Notebookcheck, l’M5 Max a 18 core supera di circa il 23% sia il Core Ultra 9 285K sia l’AMD Ryzen 9 9950X, e di circa il 34% il Core Ultra 9 275HX per notebook.
Perché i benchmark non bastano
Sulla carta, quindi, Apple domina. Ma i benchmark misurano la potenza di calcolo del processore, non l’esperienza reale di chi usa il computer ogni giorno. Tutta questa potenza serve davvero solo in alcuni scenari specifici: giocare, far girare software professionali come CAD e programmi di rendering 3D, e lavorare con l’intelligenza artificiale. Fuori da questi casi, si torna al classico uso da ufficio. Vediamo allora, scenario per scenario, come stanno davvero le cose.
Gaming: perché vince il PC con Intel e NVIDIA
Ed ecco la prima sorpresa: nel gaming, la piattaforma vincente oggi è il PC. Attenzione però, perché qui il vero confronto non è Apple contro Intel, ma Apple contro Intel (o AMD) abbinato a una scheda video NVIDIA.
GPU integrata Apple contro schede video dedicate
Le GPU integrate dei chip M5 Max non sono affatto deboli: Apple dichiara un incremento fino al 50% delle prestazioni grafiche rispetto alla generazione M4. Il problema è che nel mondo PC esistono schede video dedicate di un livello superiore, come le GeForce RTX 5080 e soprattutto la RTX 5090, con 32 GB di memoria GDDR7 dedicata. Su questo fronte, il livello raggiunto da NVIDIA resta ancora fuori portata per le GPU integrate di Apple.
Il problema del software e dell’ottimizzazione
C’è poi un fattore storico. Il Mac è sempre stato una piattaforma di lavoro: grafica, montaggio video, un po’ di modellazione 3D. Non ha mai avuto una vera cultura del gaming, e di conseguenza molti sviluppatori non hanno investito per ottimizzare i propri titoli su macOS. Se le software house iniziassero a sviluppare in modo nativo per Apple Silicon, la situazione potrebbe migliorare molto. Considerando però la quota di mercato ancora contenuta del Mac rispetto al mondo Windows, difficilmente lo faranno su larga scala.
Verdetto gaming: vince Intel + NVIDIA
Se il gaming è la tua priorità, la scelta più sensata resta un PC con processore Intel (o AMD) e una scheda video NVIDIA dedicata. Il punto va al team Intel.
CAD e rendering: il vantaggio dei Mac (se il software c’è)
Passiamo alle applicazioni professionali: CAD, modellazione 3D e rendering. Qui la bilancia pende a favore del Mac, ma con una condizione fondamentale: il software che usi deve esistere in versione macOS.
Software solo per Windows: il caso SolidWorks
Alcuni programmi molto diffusi negli studi tecnici sono disponibili solo per Windows. L’esempio più noto è SolidWorks: secondo i requisiti di sistema ufficiali, il software è supportato su Windows 11 a 64 bit, mentre su macOS è disponibile soltanto il visualizzatore eDrawings. In questi casi il confronto non esiste nemmeno: sei legato alla piattaforma Windows e la scelta è obbligata.
Se lavori in ambito tecnico e vuoi capire quale configurazione ti serve davvero, può esserti utile anche la nostra guida sul PC per laboratorio odontotecnico tra CAD, CAM e stampa 3D, che analizza proprio quanta potenza serve per questo tipo di software.
AutoCAD su Apple Silicon: prestazioni in forte crescita
Dove invece l’alternativa esiste, Apple Silicon dà il meglio di sé. È il caso di AutoCAD: con la versione per Mac 2024, Autodesk ha introdotto il supporto nativo ai chip della serie M, dichiarando prestazioni complessive fino a due volte superiori rispetto alla versione 2023. Un salto importante, che rende i Mac con chip M macchine molto valide per chi lavora con il CAD.
La memoria unificata: l’arma segreta di Apple
Uno degli elementi più interessanti dell’architettura Apple Silicon è la memoria unificata. In un PC tradizionale, CPU e scheda video hanno ciascuna la propria memoria: i dati devono essere copiati e spostati continuamente dall’una all’altra, con un inevitabile aumento delle latenze. Nei chip Apple, invece, CPU, GPU e Neural Engine condividono un unico grande pool di memoria, a cui accedono direttamente.
Questo si traduce in un vantaggio concreto quando si lavora con assiemi CAD composti da moltissimi elementi o con scene 3D molto pesanti, che richiedono tanta memoria grafica. Su PC, per avere a disposizione molta memoria video servono schede dedicate di fascia altissima, con costi molto elevati. Su Mac, invece, una configurazione con 128 GB di memoria unificata mette a disposizione della GPU una quantità di memoria che nel mondo PC richiederebbe un investimento decisamente superiore. L’M5 Max, ad esempio, supporta fino a 128 GB di memoria unificata con una larghezza di banda fino a 614 GB/s.
Se vuoi capire meglio quanto conti la memoria nelle prestazioni di un computer, ti consigliamo la nostra guida su DDR3 vs DDR4 vs DDR5 e quale RAM scegliere nel 2026.
Verdetto CAD e rendering: vince Apple
Se il tuo software gira su macOS in versione nativa, il Mac con chip M è la scelta più performante ed efficiente. Il punteggio, a questo punto, è di uno a uno.
AI in locale e LLM: Mac o PC?
Arriviamo al tema più caldo del momento: far girare modelli di intelligenza artificiale e LLM in locale, cioè direttamente sul proprio computer, senza affidarsi a servizi cloud. È una scelta sempre più diffusa, soprattutto in azienda, per motivi di privacy e controllo dei dati. Ne abbiamo parlato in modo approfondito anche nel nostro articolo sull’AI privata e su come farla girare su un server ricondizionato.
Budget senza limiti: Intel + NVIDIA resta al top
Anche qui, come nel gaming, il binomio Intel più NVIDIA fa la differenza. NVIDIA è oggi il riferimento indiscusso per le prestazioni delle GPU, e se hai la possibilità di investire in soluzioni dedicate di fascia professionale, senza grossi vincoli di budget, una workstation con processore Intel e GPU NVIDIA resta la configurazione più prestazionale per l’inferenza.
Budget di qualche migliaio di euro: il Mac sorprende
La situazione diventa interessante quando il budget è più “umano”, nell’ordine di qualche migliaio di euro e non di decine di migliaia. Qui torna in gioco la memoria unificata. Per far girare modelli di grandi dimensioni, che richiedono 64 o 128 GB di memoria, un Mac con molta memoria unificata permette di caricare l’intero modello e lavorare con latenze molto basse.
Su un PC della stessa fascia di prezzo, invece, potresti avere tanta RAM di sistema, ma una scheda video con una quantità di memoria dedicata molto inferiore: anche una RTX 5090, il top di gamma consumer di NVIDIA, si ferma a 32 GB. E la RAM di sistema non può essere sfruttata dalla GPU con la stessa efficienza della memoria unificata. Non a caso, Apple presenta il Mac Studio con chip M3 Ultra, configurabile fino a 512 GB di memoria unificata, come una macchina in grado di gestire LLM con oltre 600 miliardi di parametri interamente in memoria.
Il valore nel tempo e il mercato dell’usato
C’è poi un aspetto spesso sottovalutato: il valore residuo. Il mercato dell’usato e del ricondizionato Apple tiene molto bene nel tempo, quindi un Mac rappresenta un investimento che conserva più a lungo il proprio valore. In più, un Mac di fascia alta resta una macchina general purpose, utile anche per altre attività, mentre una workstation costruita esclusivamente per l’AI è molto più specializzata.
Verdetto AI in locale: pareggio
Senza limiti di budget vince Intel con NVIDIA, mentre nella fascia sotto i 10.000 euro il Mac è spesso la scelta più equilibrata. Il risultato complessivo è un pareggio, e il punteggio sale a due pari.
Uso Office: i Mac Intel hanno ancora senso?
Eccoci all’ultimo scenario, quello che riguarda la maggior parte degli utenti e delle aziende: l’uso da ufficio. Email, documenti, fogli di calcolo, gestionali, videochiamate e navigazione web. Ed è proprio qui che cade il mito secondo cui un computer Intel oggi sarebbe da buttare.
Cosa serve davvero per lavorare in ufficio
Per un utilizzo Office normale, tra una macchina Intel e una con chip M non c’è una differenza percepibile. Lo vediamo ogni giorno quando lavoriamo con le aziende: computer con processori Intel di qualche generazione fa, correttamente aggiornati, permettono alla contabile, alla segreteria o al commerciale di lavorare senza alcun rallentamento. Per chi usa il computer per queste attività, avere un chip M1, M2 o M3 non cambierebbe nulla nella pratica quotidiana.
Il ruolo di SSD, RAM e sistema operativo
Il vero collo di bottiglia, nei computer da ufficio datati, non è quasi mai il processore, ma l’archiviazione e la memoria. Sostituire un vecchio disco meccanico con un SSD e aggiungere RAM può trasformare completamente la reattività di una macchina. Attenzione però al sistema operativo: per Windows 11 Microsoft supporta ufficialmente i processori Intel a partire dall’8ª generazione, quindi prima di aggiornare un parco macchine conviene sempre verificare la compatibilità.
Abbiamo approfondito proprio questo tema nella nostra guida su come rinnovare il parco IT aziendale spendendo poco tra Windows 11, upgrade e ricondizionato. E se stai valutando anche il formato delle postazioni, leggi il nostro confronto tra PC fisso e portatile in azienda.
Anche un MacBook Intel, se ben tenuto, può avere ancora molto da dare: con una nuova batteria o una riparazione mirata torna perfettamente operativo. Nel nostro laboratorio, ad esempio, ci occupiamo regolarmente di interventi come la sostituzione della batteria del MacBook Pro 2019 e la sostituzione della scheda madre del MacBook Pro 2017.
Quando conviene comunque un Mac con chip M
Detto questo, ci sono situazioni in cui un Mac con Apple Silicon resta la scelta migliore anche per l’ufficio:
- Mobilità: se lavori spesso fuori sede, l’autonomia della batteria dei chip M è un vantaggio enorme.
- Silenziosità: molti modelli, come il MacBook Air, sono privi di ventola e completamente silenziosi.
- Longevità degli aggiornamenti: i Mac con Apple Silicon riceveranno gli aggiornamenti di macOS più a lungo rispetto ai Mac Intel.
- Consumi: in un ufficio con molte postazioni, consumi ridotti significano anche bollette più leggere.
Verdetto uso Office: pareggio
A livello di prestazioni, per l’uso da ufficio è un pareggio netto. Apple ha dalla sua autonomia e consumi, ma dire che un computer Intel oggi non vada più usato nemmeno per aprire la calcolatrice è decisamente esagerato.
Il verdetto finale: chi vince davvero tra Apple Silicon e Intel
Tirando le somme, sulla carta Apple Silicon stravince: il passaggio ad ARM è stato una vera rivoluzione per prestazioni ed efficienza. Ma quando si mettono in conto il software disponibile, l’alleanza tra Intel e NVIDIA e il fatto che in molti casi tutta questa potenza semplicemente non serve, il quadro cambia. Ecco il riepilogo dei quattro scenari:
- Gaming: vince il PC con Intel e scheda video NVIDIA.
- CAD e rendering: vince Apple, a patto che il software sia disponibile per macOS.
- AI in locale: pareggio, con Intel + NVIDIA al top senza limiti di budget e il Mac più conveniente nelle fasce intermedie.
- Uso Office: pareggio, con il Mac avvantaggiato solo su autonomia e consumi.
Il risultato finale? Un sostanziale pareggio. La verità è che non esiste una piattaforma migliore in assoluto, ma solo quella più adatta al tuo modo di lavorare.
Come scegliere tra Mac e PC Intel: guida rapida per profilo
Per aiutarti a passare dalla teoria alla pratica, ecco alcune indicazioni in base al profilo d’uso più comune.
Per freelance e creativi
Se lavori con grafica, fotografia, montaggio video o modellazione 3D e ti sposti spesso, un MacBook Pro con chip M è la scelta ideale: potenza, silenziosità e autonomia in un unico dispositivo. Un modello ricondizionato di una generazione precedente, come M1 Pro o M2 Pro, offre ancora prestazioni eccellenti a un prezzo molto più accessibile.
Per studi tecnici e progettisti
Prima di tutto, verifica su quale piattaforma gira il tuo software principale. Se usi programmi disponibili solo per Windows, come SolidWorks, la scelta ricade su una workstation Windows con una buona scheda video dedicata. Se invece lavori con software nativi per macOS, come AutoCAD per Mac, un Mac con molta memoria unificata ti garantirà prestazioni ottime con assiemi complessi.
Per aziende e parchi macchine
Per le postazioni da ufficio, prima di sostituire l’intero parco macchine conviene analizzare il carico di lavoro reale di ogni utente. In molti casi, computer Intel ricondizionati o aggiornati con SSD e RAM garantiscono prestazioni più che adeguate con un investimento decisamente inferiore. Le macchine più potenti, Mac con chip M o workstation dedicate, possono essere riservate ai ruoli che ne hanno davvero bisogno.
Il ricondizionato come scelta strategica
Indipendentemente dalla piattaforma che sceglierai, il ricondizionato certificato ti permette di accedere a dispositivi di fascia alta risparmiando in modo significativo rispetto al nuovo. E se hai già dei computer che non usi più, puoi valutarne la permuta o il ritiro dell’usato, per abbattere ulteriormente il costo del nuovo acquisto.
Perché scegliere Karmatech per il tuo prossimo Mac o PC
Dal 2000 Karmatech è uno dei punti di riferimento in Italia per il ricondizionato. Che tu stia cercando un Mac con chip M, un MacBook Intel o un PC Windows per il tuo ufficio, nel nostro store trovi dispositivi testati e certificati, con tutti i vantaggi che fanno la differenza:
- Garanzia di 12 mesi su tutti i dispositivi, per tutti i clienti.
- Risparmio fino al 40% rispetto al prezzo del nuovo.
- Permuta del tuo vecchio dispositivo, anche se rotto.
- Assistenza 7 giorni su 7, per non restare mai senza supporto.
Per i clienti business, i vantaggi sono ancora maggiori:
- Garanzia fino a 36 mesi sui dispositivi.
- IVA agevolata per chi rientra nell’art. 36.
- Assistenza prioritaria per ridurre al minimo i tempi di fermo.
E se il tuo Mac o PC ha bisogno di un intervento, il nostro laboratorio si occupa anche di riparazioni su computer, notebook, smartphone e tablet.
Vieni a trovarci in Via degli Alpini 8, Bollate (MI), scrivici su WhatsApp al 3738705972 o visita il sito karmatech.it. Per scoprire tutti i dispositivi disponibili, sfoglia il catalogo del nostro store online ktstore.it: il tuo prossimo Mac o PC ricondizionato ti aspetta.
Fonti
- Apple Support – Computer Mac con Apple Silicon
- EveryMac – Cronologia della transizione da Intel ad Apple Silicon
- Apple Newsroom – MacBook Pro con M5 Pro e M5 Max
- Apple Newsroom – Mac Studio con M4 Max e M3 Ultra
- Notebookcheck – Apple M5 Max in Geekbench 6
- Tom’s Hardware – Apple M5 nei benchmark single core
- Guru3D – MacBook Pro M5 Pro e M5 Max
- Autodesk – AutoCAD for Mac 2024 su chip della serie M
- SOLIDWORKS – Requisiti di sistema
- PCGamesN – NVIDIA GeForce RTX 5090: specifiche





